


Monte Pellegrino, chi sei?
Monumento naturale di Palermo, topos della città, abaco di stelle, cartolina di una città che guarda e che lo guarda, ospite cordiale di antichi viaggiatori, custode di sacra devozione per Santa Rosalia, patrona di Palermo, che salvò dalla peste nel 1624.
Monte Pellegrino è più largo che alto, con due fianchi prominenti e la parte centrale più concava che convessa: una grande poltrona di pietra che sembra fatta a mano da un artigiano. Il calcare è tra i più solidi che si possa trovare in tutta la Sicilia e le sue pareti hanno un’altezza che varia da pochi metri a 300 metri.
Tanti sono i settori di arrampicata, dal monotiro alle grandi multipitch, dal classico al moderno: partendo dalla zona sovrastante l’ippodromo e lo stadio della Favorita abbiamo il Pizzo Vuletta, la Roccia dello Schiavo, il Pizzo Ferro, la Valle del Porco, la Discesa di Valdesi e lo spigolo del Bunker, Valdesi, l’Addaura, la grande Parete Est dove possiamo riconoscere il Prisma del Diavolo, il Paretone, i Rotoli e il Pizzo Volo d’Aquila.
Il mio amico Luigi Cutietta, ultimo custode delle tradizioni alpinistiche palermitane, da sempre si dedica alla ri-scoperta di vecchi itinerari, cercando di riportare alla luce queste linee ormai quasi invisibili e renderle nuovamente percorribili.

In queste imprese, dove alla lotta con l’alpe si sostituisce la lotta con il fico d’india, Luigi ha trovato un fedele aiuto nel sottoscritto, che almeno una volta l’anno viene fatto oggetto di sequestro e obbligato a scontare il suo essere sporcaccione con grandissimi “ravanage”.
Quella che segue è una piccola selezione di salite scelte, prevalentemente di stampo tradizionale, indicate soprattutto per chi cerca avventura, ingaggio e pathos.

Monte Pellegrino-Roccia dello Schiavo
“SPIGOLO SUD (Via della Speranza)”
Parte bassa: U. Capotummino, anni ’70
Parte alta: G. Maurici e R. Manfrè, 1981
230m, VI+

Lo SPIGOLO SUD è una linea elegantissima, che si snoda sulla parte destra della Parete dello Schiavo inseguendo una bella sequenza di fessure. La via è attrezzata prevalentemente con materiale tradizionale (chiodi e cordoni), anche se ogni tanto si trova qualche spit. Per una ripetizione prevedere una serie completa di friend fino al 3BD e nut. Dalla S2 è possibile tornare a terra con una calata da 60m; questa via rimane una valida alternativa di scalata “trad” alla più conosciuta e classica VIA DIRETTA (Capotummino e Cipolla 1974).



Monte Pellegrino_Pizzo Ferro
“Via Buttafuoco”
F. Buttafuoco e B. Tumminello, 1952
120m, V+

Una via dimenticata, riportata agli onori della cronaca con un sapiente lavoro di pulizia e bonifica da parte di Luigi Cutietta. Attualmente in via sono presenti numerosi cordoni e chiodi normali; per una ripetizione occorre portare una serie completa di friend fino al 3BD. L’arrampicata è bella, varia e interessante, tutta su ottima roccia. Piccola nota: nella guida CAI TCI viene indicata con difficoltà di III grado…



Monte Pellegrino_Pizzo Ferro
“DIEDROFILIA”
Prima salita: ignoti, probabilmente primi anni ’90
150m, 6b

Con Luigi abbiamo scoperto questa via per caso, durante un’ispezione alla parete; ci siamo accorti di questo nome sbiadito alla base di una placca e non abbiamo resistito al metterci le mani. Pezzo forte è il lungo diedro del secondo tiro, che regala una scalata molto bella e di grandissima soddisfazione. Particolare e tecnico anche il tiro finale. In via si trovano numerosi cordoni, qualche chiodo e un vecchio spit; per una ripetizione prevedere una serie completa di friend fino al 4BD e nut.



Monte Pellegrino_Pizzo Ferro
“PULPITO UN ATTIMO”
L. Cutietta e E. Pinotti, 2026
145m, VI

L’ultima nata della parete. Sicuramente non è una via “memorabile”, ma con astuzia riesce a trovare la strada in un tratto di parete ancora senza vie; ci siamo imposti di lasciare a casa trapano e fix e utilizzare solo protezioni veloci e tradizionali. Sono molto interessanti la prima parte del secondo tiro (“Vado a dare un’occhiata…”) e il diedro a fianco della “Stele” che porta alla S3. I primi tre tiri sono rimasti parzialmente attrezzati con cordoni e qualche chiodo normale, sull’ultimo tiro è rimasto solo un chiodo. Per una ripetizione è necessaria una serie completa di friend fino al 3 BD, i nut e qualche cordino.





Letture consigliate:
G. Maurici, R. Manfrè Scuderi, SICILIA-GUIDA DEI MONTI D’ITALIA, CAI-TCI 2001
A. M. Di Fresco, ALBUM MONTE PELLEGRINO, Flaccovio Editore 2003
Eugenio Pinotti
