

A settembre arrivano le meritate ferie, che come da tradizione si racchiudono nella parola “Sardegna”. Quest’anno siamo partiti in cinque: Anna Rita, io, Matilde, Fabrizio e Anna, per due settimane dove cercare di coniugare al meglio mare e monti.
Con l’aiuto di Fabrizio ho continuato il lavoro di richiodatura alla falesia del Monte Irveri, un settore comodo e accessibile che al momento conta una ventina di tiri. Il lavoro è a buon punto e, per completare il cantiere, manca ancora la revisione di sei tiri. Qui sotto trovate lo schizzo aggiornato con l’elenco delle vie.


Con Fabrizio ci siamo dedicati alla ripetizione di qualche via lunga che avevamo nel cassetto da un pò di tempo. Per cominciare la scelta è caduta su ZANAHORIA, alla scogliera di Biddiriscottai. L’ambiente della scogliera è davvero unico e riesce a portarti fuori dal mondo anche se siamo a due passi da Cala Gonone. La via in questione è bella e particolare, perchè attraversa una serie di fori passanti sospesi in piena parete, con un passaggio continuo dal buio alla luce. L’unica nota negativa è che questi fori sono “abitati” e in un paio di tiri servirebbero i guanti per lottare con il guano dei colombi che ricopre la roccia e rende qualche passaggio letteralmente “di merda”.




Ci siamo poi spostati nella valle di Surtana, dove la roccia è quasi troppo bella per essere vera. Dopo la classica THE SOUND OF SILENCE, abbiamo ripetuto la meno gettonata SEMPER ONESTU, che ci ha regalato una piacevole arrampicata su roccia bellissima a lame taglienti. Le vie del VII° pilastro sono tutte molto belle ed è difficile rimanere delusi…

Ne abbiamo approfittato per fare una manutenzione su VENTO D’ESTATE, una via aperta nel 1999 con Enzo Ramelli. Questa via si trova sulla falesia nord della valle, di fronte al X° pilastro; percorre una bellissima placca grigia con tre lunghezze entusiasmanti e difficoltà che non superano il 5c. Con Enzo avevamo aperto la via solo con protezioni veloci, e in calata l’avevamo attrezzata a fix. La via è risultata essere ancora in buono stato; le placchette zincate sono ancora senza segni di ossidazione, ci siamo limitati a sostituire le soste (abbiamo lasciato due fix con anello a ogni sosta) e i vecchi cordoni, ormai cotti dal sole, presenti nelle clessidre.


Per concludere non poteva mancare una capatina al Monte Oddeu. Lo scorso anno eravamo ritornati sul luogo del delitto ripetendo la nostra COMPAGNI DI VIAGGIO; a questo giro è stata la volta di BANG BOOM BANG, via che corre parallela a COMPAGNI e ne condivide il tiro finale. Anche questa via è bella e consigliabile, leggermente più intensa di COMPAGNI ma interamente attrezzata a fix da 12mm (gli svizzeri quando vogliono non scherzano…)



Ogni anno dedichiamo qualche giornata alle escursioni, solitamente dedicate a raggiungere le belle spiagge del golfo di Orosei via terra. Dopo una uscita di riscaldamento a Cala Sisine, con arrampicata alla bella falesia di S’Utturo ‘e Spoddovò, la scelta è caduta sul Baccu Maore, un canyon lungo e imponente a cui si accede dall’altopiano del Golgo.
Un vecchio detto popolare recita che “ogni volta che entri nel Baccu Maore per percorrerlo, parti giovane ed esci vecchio”. Il canyon, con la sua dimensione, ruba decisamente la scena, ma non è la sola perla dell’escursione: c’è l’ovile Eltiera, splendidamente ristrutturato, e ci sono soprattutto le due insenature di Portu Cuau e Portu Pedrosu, con l’acqua dal colore incredibile e le loro leggende da raccontare, fatte di naufragi di navi e racconti di carbonai e pastori che abitavano questi luoghi.
Un luogo selvaggio e magico, sicuramente da percorrere.








Dopo aver passato quasi due settimane scalando e camminando quasi sempre in solitudine, concludiamo la nostra vacanza con una puntata ad Ulassai, uno dei centri di arrampicata sportiva più interessanti e frequentati della Sardegna. Ci ritroviamo con un bel gruppo di amici, ma anche circondati da un marasma di arrampicatori cosmopolita che riempie il paese e le falesie. Forse si stava meglio nella solitudine e nel silenzio del Baccu Maore…


